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ZTL a Nocera Inferiore, D’Alessandro: “Non è la causa della crisi del commercio, serve un confronto serio sul futuro del centro” Provincia Provincia e Regione zonarcs 

ZTL a Nocera Inferiore, D’Alessandro: “Non è la causa della crisi del commercio, serve un confronto serio sul futuro del centro”



Il dibattito sulla Zona a Traffico Limitato e sulle difficoltà del commercio nel centro di Nocera Inferiore continua ad animare il confronto politico. Sul tema interviene il consigliere comunale di opposizione Giovanni D’Alessandro, esponente di Civiche in Rete, che respinge l’idea secondo cui la ZTL sarebbe la principale responsabile della crisi delle attività commerciali, invitando invece ad affrontare il problema con un’analisi più ampia delle trasformazioni economiche e urbanistiche.

“Chi a Nocera Inferiore addossa alla ZTL la responsabilità del declino commerciale è di sicuro in errore, volendo presumere la buona fede di chi non intende polemizzare a prescindere. – scrive il consigliere comunale di opposizione Giovanni D’Alessandro – Addirittura, chi punta il dito contro l’attuale Amministrazione per l’estensione della zona a traffico limitato notturno nel centro cittadino ignora la logica stessa degli interventi di riqualificazione urbana. Cercare in queste misure la causa di una crisi che ha radici profonde, economiche e strutturali, è un’operazione di miopia politica che non giova a nessuno. E, del resto, noi di Civiche in rete abbiamo condiviso l’ampliamento sin dall’inizio.

Il rammarico per ogni attività che chiude è un sentimento da tutti noi condiviso. Evidentemente, però, sfugge che nelle moderne concezioni urbanistiche, la ZTL non è considerata un limite al commercio, ma, al contrario, uno strumento d’incentivazione. È ampiamente dimostrato — dati alla mano — che la pedonalizzazione aumenta la permanenza del consumatore in un’area: più tempo si trascorre in uno spazio pedonale, maggiore è la propensione alla spesa. Gli studi di Urban Economics dimostrano che la ZTL non elimina i clienti; elimina il rumore di fondo che impedisce ai veri clienti di godersi l’esperienza urbana. Pensare, quindi, che il commercio sopravviva solo se l’auto arriva “davanti al negozio” è un modello di business degli anni ’80 ormai anacronistico.

D’altra parte, il problema dell’accessibilità ai luoghi del commercio a Nocera è inesistente. Disponiamo di oltre un migliaio di posti auto comunali in un raggio di poche centinaia di metri (via Atzori, via Barbarulo, via Canale, via Sarajevo, piazza Trieste e Trento, ma anche via Matteotti), come qualcuno ha giustamente osservato. Lamentare la scarsità di parcheggi a fronte di questa capienza significa non voler vedere la realtà dei fatti. Il centro è perfettamente raggiungibile, a patto di accettare di percorrere pochi metri a piedi, attività che in un centro storico dovrebbe essere la norma, non l’eccezione. Come accade ormai in tutte le grandi città.

Piuttosto, la vera scelta urbanistica “ostile” al commercio si è manifestata in interventi come la pista ciclabile “monca” di via Napoli. Un’opera che, di fatto, ha eliminato posti auto fondamentali senza produrre alcun beneficio reale per la mobilità o per l’economia locale, come pure è stato condivisibilmente osservato.

Smettere d’inseguire polemiche strumentali e iniziare ad analizzare la trasformazione del consumo moderno: questo è l’unico modo per far ripartire il tessuto commerciale nocerino. Il resto è solo sterile polemica senza alcun costrutto.

La sfida, per Nocera, semmai non è scegliere tra “strade aperte” o “strade chiuse”, ma ceare un tavolo di confronto permanente che superi la polarizzazione, con indicatori chiari per misurare l’impatto economico della viabilità e interventi di decoro che rendano il centro “attrattivo” non solo perché pedonale, ma perché funzionale”.

 

 

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